«C'è una frammentazione della memoria. I nostalgici ci sono sempre stati, ma ora sono amplificati dai social»

di Mauro Gemma

Così il professor Rosario Mangiameli sulle contromanifestazioni neofasciste che hanno condito il Ponte appena trascorso. «Ci sono sempre stati, ma ora hanno una collocazione diversa: più in libertà»

«Collocazione - aggiunge lo storico - amplificata dai mezzi di comunicazione di massa e da una certa tolleranza delle istituzioni politiche, nonché dall'incapacità di altre forze politiche di contrapporre un discorso serio, non violento, ma di politica ragionata su queste questioni».

«La questione - continua Mangiameli - è anche che c'è un clima politico che consente questo tipo di cose. Non c'è una sanzione forte, ma una tendenza ad abolire l'apologia di fascismo».

Dalle parole del docente si percepisce come, oltre alla questione (importante) dei 'messaggi semplificati', secondo lui la nostra democrazia soffra di una 'mancanza di politica' e di offerta politica.

«Dire "derby tra comunisti e fascisti" è una cosa facile. La semplificazione funziona».