La voce di Erasmo - Agata, Cadice (Spagna)

Zammù resta a casa

Ascoltare tante esperienze e ritrovare cose diverse: l’Erasmus non ha forma, assume quella che noi desideriamo. Lo possiamo modellare a nostro piacimento e nonostante il destino sembri porre un limite alla fantasia, riusciamo a oltrepassarlo e continuiamo a sognare. Per Agata l’Erasmus è stato immensità, ma anche scoperta. Scopri cosa ha raccontato ai microfoni di Radio Zammù, potresti anche sentire altre voci, punti di vista

La voce di Erasmo - Giorgio, Parigi (Francia)

Zammù resta a casa

“Mollare mai” è il motto che sintetizza l’esperienza di Giorgio e quella di tanti studenti che stanno affrontando un momento difficile lontano da casa. Non c’è cosa più bella del riuscire ad abbattere le insicurezze iniziali e poter dire "ce l’ho fatta, sono fiero di me!”. L’Erasmus è vostro, è un sogno che diventa realtà, niente e nessuno potrà fermarvi se è davvero ciò che desiderate. E tu, sei pronto a sognare?

La voce di Erasmo - Marta, Zaragoza (Spagna)

Zammù resta a casa

L’Erasmus è un primo passo per costruire il futuro, un'esperienza in cui migliorare una lingua straniera rappresenta già una grande soddisfazione. La vera bellezza, però, si nasconde dietro ciò che non ti aspetti: coinquilini che diventano famiglia, lacrime di sconforto che si trasformano in gioia. Capisci che non importa che lingua tu stia parlando, perché il linguaggio delle emozioni è universale

La voce di Erasmo - Paolo, Essen (Germania)

Zammù resta a casa

Uscire dalla propria zona comfort per vedere e capire davvero il mondo ci permette di acquisire una prospettiva dinamica. Non bisogna avere un solo punto di vista, ma imparare ad apprezzare le sfumature di colore di ogni paese, città. L’Erasmus è anche imparare a cavarsela da soli e capire che siamo davvero tutti uguali e che non è un semplice modo di dire

La voce di Erasmo - Marika, Mugla (Turchia)

Zammù resta a casa

Siamo noi stessi gli artefici delle nostre scelte. Siamo noi a decidere se andare o restare. Mettiamo dei limiti e li definiamo “barriere linguistiche” o “mete non gradite” sulla base di stereotipi che infondo si rivelano falsi. Ma è sempre bello partire, integrarsi, ricredersi. Questa è la voce di Marika

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