Dal fico d'India alla biomassa

di Vittoria Marletta

«Cercare di trasformare i costi dello smaltimento degli scarti del fico d'India in ricavi» è questo l’obiettivo di Fico D’India ecosostenibile l’idea di Simone Santangelo, Giuseppe Cinquemani e Pietro Barbera e selezionata da StartUp Academy

Il progetto è quello di partire da uno dei simboli della Sicilia, il fico d'India ed utilizzarne il materiale di scarto, il cui smaltimento risulta essere molto oneroso, al fine di produrre materiale isolante termico e acustico, fibre legnose per l'arredo, biomasse ed energia. «Noi siamo molto fiduciosi nel nostro progetto -afferma Santangelo- cerchiamo di andare avanti volendo essere un punto di riferimento per i nostri agricoltori e commercianti, creando qualcosa di innovativo per il nostro territorio».
 
L'idea dei tre giovani dottorandi dell'ateneo etneo punta a recuperare materia prima dalle aziende agricole di San Cono dove si concentra la maggior produzione di fico d'India in Italia attivando un processo virtuoso: «le aziende agricole cioè i nostri fornitori, riceverebbero un compenso dalla vendita degli scarti delle cladodi, che diversamente rimarrebbero sul terreno e diventerebbero un costo per l'agricoltore, spiega Santangelo. Dai resti di queste piante, opportunamente trattate, disidratate, macinate ed essiccate, noi creeremo materiali ecosostenibili quasi a costo zero». Il frutto, invece, continuerebbe ad essere commercializzato come alimento.

Fico d'India ecosostenibile è una delle venti idee selezionate per partecipare al percorso di formazione StartUp Academy, che sta dando già grandi soddisfazioni agli ideatori e ai partecipanti. Secondo Simone Santangelo tutti coloro che volessero avviarsi alla carriera imprenditoriale, dare vita ad un'idea che contenga una buona dose di innovazione devono partire da «un gruppo affiatato in cui possono convogliare tutte le idee e le ambizioni per poi tradurle in progetti concreti attraverso l’ aiuto di finanziatori».


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03 maggio 2014
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