Università Bandita: parola agli studenti

di Grazia Cambria e Mauro Gemma

Appresi i contorni della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il nostro Ateneo, abbiamo raccolto la voce di alcune associazioni studentesche. Anche loro parte lesa dal presunto scandalo dei concorsi truccati, gli studenti non hanno risparmiato forti critiche al sistema universitario e alla presunta connivenza dei colleghi in Senato Accademico

L'inchiesta Università bandita, che coinvolge numerosi atenei e una sessantina di docenti - primo tra tutti il Rettore Basile - ha scosso le associazioni universitarie catanesi. La loro risposta non si è fatta attendere.

Nel pomeriggio stesso di venerdì 28 giugno si è svolta davanti alle porte del Rettorato l'assemblea studentesca di protesta organizzata dai collettivi e dalle associazioni “Coordinamento Universitario”, “Link-studenti indipendenti”, “Fronte della Gioventù Comunista” e “Movimento Universitario Autorganizzato”. In loro rappresentanza sono intervenuti rispettivamente gli studenti Ludovica Intelisano, Paolo Putrino, Ruggero Caruso e Christian Marino.

Superata l'iniziale tensione tra i manifestanti e la vigilanza del Rettorato, preoccupazioni e riflessioni - frutto di un sentire comune - sono state le vere protagoniste dell'assemblea: «Crediamo che riuscire a creare momenti come questi serve a garantire diritti per l’Anno Accademico che verrà». Guarda in prospettiva quindi la studentessa Ludovica Intelisano. «Rettore, prorettore e sette direttori di Dipartimento sono sotto indagine. Non siamo sorpresi, erano già successi episodi simili. Quello che non va bene non è il Rettore, ma il sistema universitario che va riformato. Centralità agli studenti!» ha concluso.

Il dibattito è proseguito affrontando altre tematiche strettamente connesse a quella del ‘baronato universitario’ e alla sua risoluzione. Si torna indietro agli anni '80 e '90, periodi nei quali sono state discusse e sancite l'autonomia universitaria e le leggi Bassanini, che hanno aumentato l'autonomia funzionale degli atenei. La riforma si proponeva di garantire la libertà di costruire percorsi di studio adeguati alle esigenze delle locali realtà economiche e sociali, pur mantenendo dei parametri generali, definiti a livello nazionale. L’idea nasceva inoltre per erogare delle quote a supporto finanziario: quella base, ordinaria per tutti gli atenei, e quella premiale, tarata su performance di qualità ed altri parametri specifici.

«Pensare l'Università come un luogo d’élite, dove alcune famiglie hanno il potere di gestire un'istituzione che è e deve restare pubblica, è inaccettabile.» Queste le parole di Christian Marino, il quale sostiene che il baronato - ad oggi - non sia solo un brutto ricordo.

Si tocca poi un altro nodo ingarbugliato della vicenda, sul quale i quattro organizzatori sono particolarmente concordi: la connivenza dei rappresentanti degli studenti. «Non ne possiamo più di giovani carrieristi che vogliono scalare le gerarchie di partito, perché sappiamo bene quanto le associazioni siano legate a doppio filo alle risorse politiche territoriali. Occorre una seria presa di coscienza da parte di tutti gli studenti del nostro ateneo contro questa rappresentanza fantoccio». Così Ruggero Caruso.

Un appello alla coesione che viene anche dalle parole dello studente Andrea Gagliardo che - ringraziata la procura per l'eccellente lavoro svolto - esorta: «Riprendiamoci una coscienza critica di classe, cerchiamo di limitare i nostri istinti di sovranità personale per riappropriarci di un collettivo. Chi non sa gestire correttamente le risorse non siamo noi, ma questa classe dirigente. O stiamo insieme o non si va da nessuna parte».

Stella polare, quindi, il risveglio delle coscienze, obiettivo principale per queste associazioni studentesche, che chiedono prima di tutto considerazione, chiarezza e trasparenza da parte di un organismo complesso e semplice al tempo stesso, come è l'Università.

La manifestazione si conclude con tante iniziative in cantiere (come quella di una raccolta firme) e con un arrivederci a un nuovo appuntamento fissato per il martedì successivo, 2 Luglio alle 16:00, presso il Rettorato